Ecco a voi l'incipit di StraStorie 2020. Annie la giramondo scritto da Gino Cervi: buona lettura e via agli spunti su come continuare il racconto!
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Guendalina Ravazzoni, Io vado
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Perché mi va
di Gino Cervi
Boston, Massachusetts State House, 25
giugno 1894, ore 11
Perché lo faccio? Mi avete chiesto perché lo faccio? Perché mi va.
Vi basta? No? Non vi basta?
Allora vi dico che lo faccio per sfida.
Quale sfida? Voglio sfidare, e smentire, quelli che dicono che una
donna non possa riuscire a fare tutto quello che fa un uomo. Seguitemi e ve lo dimostrerò:
farò il giro del mondo in bicicletta e impiegherò meno di quindici mesi. E sarò
la prima donna a farlo.
Come dite? Non sono mai andata prima in bicicletta? È vero: ma ho
imparato in fretta, e il resto lo imparerò strada facendo. La bicicletta mi
assomiglia. È essenziale, c’è solo quello che serve. Un telaio, due ruote, una
sella, un manubrio. La semplicità della libertà. Le donne in bicicletta faranno
la rivoluzione, vedrete.
Non sono allenata? Vero anche questo: ma secondo voi i pellegrini che
da Canterbury s’incamminavano per Roma e la Terra Santa prima di partire si
allenavano? Non credo proprio. Ecco, farò anch’io così.
Volete sapere come mi vestirò? Sono una donna e mi vestirò come una
donna: questa è la gonna lunga e blu e poi, anche se non ve li posso far
vedere, ho pure la sottoveste e il corsetto. E questa è la camicia a collo alto,
con sopra il blazer. Guardate: mi metto in testa anche un cappellino di paglia.
Sono abbastanza femminile? Va bene così?
No, che non ho paura di andare in giro da sola. So difendermi. Nel
caso, ho questa. Il mio piccolo revolver. Non preoccupatevi: anche questo ha un
tocco di femminilità, l’impugnatura di madreperla. Spero di non doverlo usare…
Però, non si sa mai.
Il mio nome? Volete sapere il mio nome? Mi chiamo Annie Cohen. Sono
nata in Lettonia, nel 1870. A quattro anni i miei genitori, Levi e Basha, sono
emigrati qui e sono diventata cittadina americana. A diciott’anni ho sposato
Simon Kopchovsky, il mio Max, venditore ambulante, anche lui ebreo come me, ma
più devoto: va tutti i giorni in sinagoga e studia la Torah. Io ho meno tempo
di lui. Abbiamo tre figli piccoli, e mi sono sempre occupata di loro. Però ho
anch’io il mio lavoro: vendo spazi pubblicitari sui quotidiani di Boston. Me la
cavo bene, sapete?
Conosco il valore della pubblicità che, come si dice?, è l’anima del
commercio. No? Ecco. Proprio per amor di commercio, e dal momento che è molto
più facile da ricordare, da oggi non chiamatemi più Annie Cohen o Annie
Kopchovsky. Da oggi per voi sono Annie Londonderry. Come l’acqua minerale. La
Londonderry Lithia Spring Water Company mi paga 100 dollari per attaccare un
cartello con il suo marchio alla mia bicicletta. Lo faccio volentieri. Anzi, di
più. Mi faccio chiamare come loro. Com’è che si potrebbe dire? “Brandizzo” me
stessa, che c’è di male. Se bevete l’acqua minerale Londonderry, lo dico fin
d’ora ai quattro venti, la vostra digestione sarà sempre perfetta e non vi
verranno i reumatismi, la dispepsia, neanche il mal di cuore. Cura l’insonnia e
la melanconia, e persino i colpi apoplettici. Non avete idea di quello che si
farà tra qualche anno pur di fare pubblicità. Datemi retta: questo è niente
ancora.
Dite che non mi basteranno 100 dollari per tutta la strada che devo
fare? Certo che non mi possono bastare: ma so come fare, state tranquilli! Ne
guadagnerò almeno 5000 in questi quindici mesi: lavorerò, venderò le mie foto
autografate a quelli che incontrerò, scriverò per i giornali, mi farò pagare in
incontri pubblici, come se fossero spettacoli teatrali, per raccontare la mia
impresa. E la gente verrà ad ascoltare la mia storia, le mie avventure. Perché,
ve lo assicuro fin d’ora, che il mio viaggio sarà straordinario e di cose da
raccontarvi ne avrò a volontà.
Non posso fallire. Tra le mie gambe – sì, tra le mie gambe, cosa c’è da
ridere? – ho questa meravigliosa macchina a pedali. Me l’ha costruita
appositamente la Pope Manufacturing, che produce le migliori biciclette al
mondo: è la Columbia Safety Bicycle, pesa un po’, 42 libbre, ma è solida ed è
quello che ci vuole per un viaggio così lungo. Praticamente una bici
indistruttibile.
Insomma, parto. Vi farò sapere giorno per giorno dove sono.
Vado in direzione ovest. Ci vediamo a Chicago tra una settimana. O
forse tra un mese? Vedremo. Seguitemi, non vi deluderò.
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ADESSO TOCCA A VOI: VIA AI SUGGERIMENTI PER LA SECONDA PUNTATA!
Ecco come inviare i vostri spunti a Gino su come continuare il suo
racconto entro le ore 20 di martedì 27 ottobre:
postate i vostri suggerimenti
durante le dirette su Facebook e Youtube;
oppure inviateci i vostri
suggerimenti con tutta calma:
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i video della diretta YouTube e Facebook del Covo della Ladra;
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messaggio Whatsapp al numero 348/7459627.