martedì 15 novembre 2016

StraStorie su Penna e blog-notes

Anche su "Penna e blog-notes", blog dedicato alla scrittura, si parla di StraStorie!

http://pennaeblog-notes.blogspot.it/2016/11/venite-vedere-come-lavorano-gli.html

Girardengo al Museo dei Campionissimi

Un'ampia sezione del Museo dei Campionissimi di Novi Ligure è dedicata alla vita e alle gesta sportive di Costante Girardengo. La sua immensa popolarità è testimoniata dal ricco materiale documentale e iconografico raccolto nel museo, in cui sono conservate anche due delle biciclette con cui gareggiò il Campionissimo, protagonista con Sante Pollastro di StraStorie.


Bicicletta con cui Girardengo vinse per la prima volta il Giro d'Italia nel 1919.

Bicicletta Maino utilizzata da Girardengo per gareggiare su strada.

Costante Girardengo in versi secondo Gino Cervi

Dopo i ritratti in versi di Biagio Cavanna e Sante Pollastro, è il turno di Costante Girardengo, sempre secondo Gino Cervi. 

Riva Gira cunt i alter al cü!
Voce vedetta, le mani a coppa,
dal campanile giù fin sulla piazza
cala su chi aspetta l'ultima tappa.

L'ultima tappa dell'ultimo giro,
mani al manubrio, curve radenti,
neanche un respiro a passare tra i denti.
gomiti a punta, garretti tirati.

Sfrigolano, sbuffano, sacramentano
di metri fatti duemila milioni
dopo la curva al traguardo li aspettano:
ne mancano cento per esser campioni.

Sivocci, Belloni, Angelo Gremo,
Ugo Agostoni, Brunero Giovanni:
salta un freno, scoppia una gomma,
il gruppo esplode, polvere nuvola.

Spunta un muso faina, una lama
fende tagliente dal grigio le fila.
Non è Aymo Bartolomeo, non è
Pietro Linari, non è Pellissier.

È lui, proprio lui, il Campionissimo,
il Gira.


"Girardengo", illustrazione di Riccardo Guasco

domenica 13 novembre 2016

La pistola di Pollastro

Narra la leggenda che Sante Pollastro avesse una mira infallibile e che, durante le sue scorribande in bicicletta, sparasse ai lampioni per coprirsi la fuga e scomparire nel buio.
Luigi Balocchi, in “Il diavolo custode” (Meridiano Zero, 2007), racconta così il giovane bandito e la sua pistola, una Flobert calibro 6:

“Sorride il Santéin, a tutti mostrando un pistolone brigantello infilato di soppiatto tra la patta e l’intenzione. In coro, gli amici, ti sgranano turbini d’ammirazione. Tace, lui. Risparmia il colpo. Fin da bambino, le parole, le conta quanto basta, il resto muffa. Ne servon poche, in grama verità. Dove abbia ravanato quel calibrosei Flobert a un colpo in canna, lo sa il cristo. Ma è pistola, seppur bacucca, certamente di gran pregio. Calcio in legno finemente cesellato, ghirigori floreali che addolciscono l’acciaio, canna audace e ben rigata, grilletto, mirino, cane, calibrati da un bel tornio. Raffinato d’artigiana maestria.
– Con questo, – sbanfa di santa meraviglia il Gambarotta, – sicùro che accóppi un òmo.
– Ma va’ là, belìn... – E ride, il bel Santéin, il pugno sul calcio dell'arma, strette le dita al selvatico manubrio, che già risente della spinta prodigiosa dei nervi in gaia, furibonda batteria. Fan largo gli amici, mentre il deciso pistolero carica il pedale, ringhia, guizza, assalta il cuore. Sì. L’è lì. Un vento trattenuto nell’istante creativo. Squilla l’occhio, un fiato ancora, via rampante per la ripida discesa. Corre forte il bel Santéin in bicicletta. Va di fretta, urta, infiamma, giravolta per le chiappe. Fosse fulmine, giuro, farìa tempesta per quanto, di pedale, sta infuriando sulla strada illuminata da una schiera di lampioni. Li hanno infissi quali truppe di confine. Ne confermano il sospetto, le puntute balaustre poste in cinta ai giardini delle ville.
Corre a perdifiato, il bel Santéin. Coi polmoni a manovella, così, di più, solo un treno bestia matta. Finalmente quel lampione. Alto, indifferente, vagamente questurino. Lo ha scelto. È quello. Un attimo, la vita. Se la centri sei un campione. Sul furore delle ruote, nell’istante dal bersaglio, alza gli occhi, munge il cuore, spara spara spara!
Pèmm...
Un baleno. Un buco nero. Un pitale annerito dalla scarica bestiale, quel lampione ora esploso. Roba artistica, davvero. Un sol colpo. Genialmente calibrato. Traiettoria micidiale. In corsa a crepinculo per quella strada sacramenta, una mira che di certo ha un nonsoché di portentoso. Ch’è la sua, del bel Santéin. Agli altri il lampo dello sparo. Che travolge ogni certezza.”

La pistola realmente usata da Pollastro per sparare ai lampioni, da "Le Confessioni di Pollastro" di Luigi Brignoli



StraStorie per BookCity Milano, 17-20 novembre 2016, al Laboratorio Formentini e sul web (www.strastorie.it e www.facebook.com/strastorie)

giovedì 10 novembre 2016

"Era una notte buia e tempestosa"

Mancano ormai pochi giorni alla pubblicazione degli incipit che daranno il via a StraStorie per BookCity Milano.
Saranno i lettori a suggerire a Gino Cervi e Matteo Speroni – al Laboratorio Formentini negli incontri dal vivo del 18/19 e 20 novembre alle ore 18 e online su StraStorie e su questo blog – gli spunti per infittire l'intreccio e renderlo sempre più appassionante!




martedì 8 novembre 2016

StraStorie su Storia Continua

Su Storia Continua, dove si parla di tutte le forme di narrativa digitale, soprattutto quelle nate grazie al Web 2.0, e di letteratura online, c'è anche StraStorie a BookCity Milano. 


StraStorie a BookCity, un laboratorio di scrittura tra realtà e leggenda

StraStorie è un format narrativo ideato dalla giornalista e consulente editoriale Valeria Ravera, in collaborazione con gli autori Gino Cervi (Storie a cinque cerchi, 2012; Milano nello sport, 2014) e Matteo Speroni (I diavoli di via Padova, 2014; Il ragazzo di via Padova. Vita avventurosa di Jess il bandito, 2014; Brigate Nonni, 2015). I due, all’interno della manifestazione BookCity (Milano, 17-20 novembre), scriveranno dal vivo e con la partecipazione diretta dei visitatori, due storie ispirate alle figure leggendarie di Costante Girardengo e Sante Pollastri.

“Il progetto è nato dalla riflessione che nel mondo dell’editoria digitale, in Italia, finora si è sperimentato poco. Il digitale, invece, potrebbe e dovrebbe essere il terreno su cui si sperimenta di più, ibridando ad esempio scrittura tradizionale, social writing, fan fiction ecc.
“Da qui l’idea di creare testi in modo nuovo sfruttando i social media e la duttilità e le potenzialità dell’editoria digitale, senza però perdere di vista la qualità e l’autorialità. Il presupposto di StraStorie è che lo scrittore, pur cimentandosi in un confronto serrato con i lettori e condividendo alcuni momenti dell’esperienza creativa, mantenga sempre il filo della storia e rimanga dunque il garante – e l’autore vero e proprio – del testo prodotto.
“L’intento è generare un circolo virtuoso che funga da stimolo a nuovi modi di fruizione della scrittura e della lettura, attraverso la creazione di uno spazio di confronto e di dialogo al servizio della storia, una sorta di laboratorio di scrittura interattivo, fornendo esempi di modus operandi agli aspiranti scrittori e offrendo ai lettori la possibilità di avere un punto di vista privilegiato e partecipato sul processo di creazione.
“È chiaro che, in un’esperienza del genere, gli autori devono essere disposti a mettersi in gioco, a confrontarsi e a condividere alcuni segreti del mestiere, ed è quello che faranno Gino Cervi e Matteo Speroni in StraStorie a BookCity”.

 

Come partecipare a StraStorie

I protagonisti di StraStorie sono innanzitutto Sante Pollastri e Costante Girardengo, il bandito e il campione le cui gesta sono state cantate da Francesco De Gregori.
È dalle loro biografie tra realtà e leggenda che partirà la narrazione, per poi svilupparsi secondo gli spunti forniti dai lettori e selezionati dagli autori.
Nati entrambi a Novi Ligure a distanza di pochi anni (1893 Girardengo, 1899 Pollastri), oltre alle radici geografiche i due hanno condiviso la grande passione per la bicicletta, utilizzata dal Campionissimo per gareggiare e vincere e dall’inafferrabile criminale per sfuggire alle forze dell’ordine.

Dove e quando
Gino Cervi e Matteo Speroni scrivono gli incipit di due storie sul tema “Il bandito e il campione”, che saranno completate entro la fine di BookCity 2016. Gli incipit vengono pubblicati online alle 18 di giovedì 17 novembre.
I lettori si confrontano con gli autori in due modi: a tu per tu, in tre appuntamenti al Laboratorio Formentini per l’editoria (18/19/20 novembre, ore 18) a Milano, e via web, postando i propri suggerimenti su www.strastorie.it e www.facebook.com/strastorie o mandando una mail a strastorie@gmail.com.

Scriviamo!
Dopo aver letto gli incipit, i lettori partecipano al progetto suggerendo le proprie idee per il prosieguo delle storie. I contributi dei lettori possono essere proposti sia direttamente agli autori nell’ambito degli incontri previsti nel programma di BookCity, sia tramite il web, garantendo così un confronto diretto e costante.
Gli autori attingono ai suggerimenti ricevuti per procedere nella scrittura e danno ai lettori feedback dell’evoluzione delle storie e delle scelte narrative, affiancando gli appuntamenti dal vivo all’interazione in rete.

The end
Nella giornata finale di BookCity, domenica 20 novembre, StraStorie si avvicina alla conclusione. I contributi via web devono pervenire entro le 17.30. Al Laboratorio Formentini alle 18 si tiene l’ultimo confronto dal vivo, in cui i lettori potranno proporre il loro finale. Successivamente gli autori tirano le fila delle storie e le terminano, per poi diffonderle entro la serata sui siti di StraStorie e di BookCity.

StraStorie

lunedì 7 novembre 2016

Il Futurismo e la bicicletta

Negli anni in cui Girardengo e Pollastro correvano in bici, uno per gareggiare e vincere, l'altro per sfuggire alle forze dell'ordine, la bicicletta è stata uno dei soggetti prediletti del Futurismo. Boccioni, Sironi, Depero, Benedetto, Dottori, Baldessari, Corona e, in Russia, Natalia Gončarova, sono stati ispirati dall'irresistibile dinamismo delle due ruote. 

StraStorie a BookCity.

 
Natalia Gončarova, "Il ciclista"

Fortunato Depero, "Ciclisti"


Enzo Benedetto, "Ciclista"

Umberto Boccioni, "Dinamismo di un ciclista"

Enzo Benedetto, "Volata di ciclisti"

Fortunato Depero, "Il ciclista attraversa la città"

Fortunato Depero, "Cicli Bianchi"

Fortunato Depero, "Cicli Bianchi"

Mario Sironi, "Il ciclista"

Roberto Iras Baldessari, "Il ciclista"

Vittorio Corona, "Studio per dinamismo"