martedì 14 novembre 2017

La Martesana raccontata dal trio Besola/Ferrari/Gallone

"Se ci si fosse girati con le spalle alla carreggiata si avrebbe davvero avuto la sensazione di trovarsi in un borgo del primo Novecento, quando Milano era una città d’acqua e i bambini facevano il bagno proprio lì... o più in su verso il convento di Santa Chiara, all’altezza del vecchio ponte di sasso e dell’imbarcadero di villa Angelica. Poi la guerra e le bombe ignoranti se l’erano presa con una scuola elementare e da allora l’innocenza era andata perduta, come le vite di alunni e insegnanti."

  
 

#presadiretta di Guendalina Ravazzoni

Questa è la prima bellissima e inquietante illustrazione di Guendalina Ravazzoni per StraStorie – Gialla è la città Edition a BookCity Milano, dal titolo #presadiretta.

Guendalina Ravazzoni, #presadiretta


www.guendalinaravazzoni.com https://www.instagram.com/guendalinaravazzoni/

StraStorie – Gialla è la città Edition: istruzioni per l'uso

Come si partecipa a StraStorie – Gialla è la città Edition?
Ecco un piccolo vademecum.

Riccardo Besola, Andrea B. Ferrari e Francesco Gallone hanno scritto l'incipit di un racconto giallo ambientato a Milano, lungo il naviglio della Martesana.
Trovate l'incipit qui: http://www.strastorie.it/2017/11/strastorie-gialla-e-la-citta-lincipit.html

La domanda è: "Come continua la storia?"
I partecipanti sono invitati a leggere l'incipit e a contribuire fornendo spunti per il prosieguo del racconto, senza porre limiti all'immaginazione. Grazie alle suggestioni dei partecipanti la narrazione si compone progressivamente, sino alla sua conclusione nell'appuntamento finale del 19 novembre di questa edizione, organizzata per BookCity Milano in collaborazione con Ladra di Libri - Covo della Ladra.

I partecipanti si confrontano con gli autori Besola/Ferrari/Gallone - R/A/F in due modi:
– a tu per tu, in tre appuntamenti allo Spazio Ligera (Milano, via Padova 133): 17 novembre, ore 20.30; 18 novembre, ore 18; 19 novembre, ore 20.30.
– via web, postando i propri suggerimenti su www.strastorie.it e www.facebook.com/strastorie o mandando una mail a strastorie@gmail.com.

Tutto chiaro? Let's write together!

StraStorie – Gialla è la città Edition per BookCity Milano
17-18-19 novembre 2017
Un format di narrazione condivisa di Valeria Ravera
Con Riccardo Besola, Andrea B. Ferrari e Francesco Gallone
In collaborazione con Ladra di Libri - Covo della Ladra
Illustrazioni di Guendalina Ravazzoni
Musica di Alessandro Arbuzzi
Dal vivo allo Spazio Ligera, via Padova 133 Milano
e sul web: www.strastorie.it, facebook.com/strastorie

#strastorie #giallo #giallaèlacittà #scrivere #ligera #guendalinaravazzoni #covodellaladra #BCM17 #Milano #bookcity
https://www.facebook.com/events/440792286317867/

lunedì 13 novembre 2017

StraStorie – Gialla è la città. L'incipit

StraStorie – Gialla è la città. Capitolo 1. Controcorrente
di Riccardo Besola, Andrea Ferrari e Francesco Gallone


I cadaveri delle nutrie erano tutti ammassati a ridosso della chiusa di via Melchiorre Gioia.
La luce schiacciata del mattino di novembre tagliava di netto il naviglio della Martesana e lasciava quasi in ombra le foglie rossicce degli alberi affacciati su quel macabro spettacolo. Le alghe, lunghe e marroni, seguivano il corso della corrente e lambivano i corpi, come a saggiarne la veridicità della morte.
Una foschia densa di umidità, che odorava di gas di scarico e di sottobosco, allargava i polmoni dei corridori mattinieri, che sfidavano il freddo e le polveri sottili pur di sentirsi come i loro colleghi newyorkesi. I grattacieli di porta Nuova e il torracchione dell’Unicredit erano, d’altronde, poco distanti e ben visibili.  
La Martesana, il naviglio meno glamour di Milano e per questo forse il più sincero, spariva sotto il duro tessuto urbano proprio dopo la chiusa. Pareva un filo d’acqua, verde scuro, che provava a suturare la città e le sue ferite, nel tentativo di tenerne insieme le diverse anime: quella legata alle tradizioni e al tempo in cui i barconi portavano sabbia e merci verso il centro, e quella tesa tutta verso l’alto, sparata come un razzo nel futuro, verso la modernità più sfrenata fatta di moda, design e cibo costosissimo, ma a km0 come le auto aziendali.
Il traffico di Melchiorre Gioia, i clacson e le continue imprecazioni degli automobilisti non sembravano scalfire la superficie del naviglio che baluginava nei primi riflessi del mattino.
Se ci si fosse girati con le spalle alla carreggiata si avrebbe davvero avuto la sensazione di trovarsi in un borgo del primo Novecento, quando Milano era una città d’acqua e i bambini facevano il bagno proprio lì, dove adesso c’era quel mucchio di nutrie morte, o più in su verso il convento di Santa Chiara, all’altezza del vecchio ponte di sasso e dell’imbarcadero di villa Angelica. Poi la guerra e le bombe ignoranti se l’erano presa con una scuola elementare e da allora l’innocenza era andata perduta, come le vite di alunni e insegnanti.
Il primo a insospettirsi per quella strana concentrazione di nutrie morte fu un ragazzo che non arrivava a trent’anni e che portava a spasso il suo cane nero. I baffi biondi arricciati all’insù, il cappellino di lana e gli occhialoni vintage sparivano dietro allo schermo dell’iPhone con il quale stava documentando la scena del crimine.
Facevano così, i nuovi abitanti della zona, fotografavano tutto e lo condividevano all’istante in rete. Erano arrivati lungo le rive della Martesana e sulle sponde di via Padova da poco tempo, ma avevano già portato una ventata di frivola giovinezza che era quasi riuscita a scalfire le ataviche resistenze del naviglio e degli abitanti del vicinato. Erano architetti, artisti, designers o semplicemente “creativi”, come amavano definirsi. Avevano la mania di vivere a Berlino o a New York, come i corridori, ma avevano capito che via Padova e tutta la zona intorno a piazzale Loreto sapeva essere molto più economica e altrettanto eccentrica. Così avevano trasferito da quelle parti tutte le loro carabattole e i loro studi, o atelier, e alcuni di loro avevano ribattezzato la zona NoLo. North of Loreto: a due passi dal Duomo, ma così vicina (almeno idealmente) all’East Village o a Kreuzberg.  
Il naviglio, eletto a East River, dal canto suo si era limitato a scorrere imperterrito, scettico, e a segnare il tempo e le stagioni con i suoi colori sfavillanti dal verde acceso primaverile al rosso arrugginito d’autunno, senza celare il secco arido estivo carico di odori e zanzare, e la fanghiglia invernale. Le vite degli altri mondi affacciati sulle sue sponde non lo infastidivano più di tanto, fossero quelle dei Rom che per tanti anni avevano vissuto giù in via Idro o le stramberie di quei ragazzotti vestiti in modo improbabile con la fissa dell’arte.
In inverno, ma solo a tarda sera, il naviglio restava solo e, allora, assaporava il silenzio dei canneti e i frulli d’ala delle gallinelle d’acqua ritmato dal nuotare indaffarato delle nutrie che da anni erano le vere, e uniche, regine della Martesana, da Gorgonzola a via Melchiorre Gioia.
Il giovanotto con i baffi arricciati e il cane nero aveva appena scritto due righe di commento a quella foto, postata su Instagram, quando ingrandendola per vederla meglio notò qualcosa di ancora più orribile: fra le carcasse delle nutrie spuntava una mano.

Guendalina Ravazzoni, #presadiretta

Io stavo là da quando era arrivato il primo corpicino, una giovane nutria avvolta in un sacco di plastica trasparente. Il sole sbordava dall'orizzonte proprio in quel momento, ma la sua luce fredda rendeva soltanto più agghiaccianti i gesti: la tirammo a riva, non c'era niente da fare. Mentre tentavamo di capire come fosse morta, li avvertimmo arrivare, come un presentimento. E i cadaveri cominciarono a scorrere davanti ai nostri occhi, fino alla chiusa, dove si incastravano. Schiacciati da uno spettacolo tanto mesto, ci sedemmo a ragionare sul da farsi: o meglio, io sapevo già che fare, era come farlo capire a lui, il più grosso dei miei problemi. E ora che era arrivato pure l'altro sveglione con i baffi, speravo che due teste, seppur così vuote, potessero intuire che azioni intraprendere. E ovviamente, l'imbecille con le caviglie nude e i mocassini senza calze aveva scelto il social network.
Io mi chiamo Skrriekkhh, ma per comodità potete chiamarmi Jake la Nutria o, come fa il mio amico, Bob. Sono una nutria, e sono molto più intelligente di quanto possiate pensare – tutte le nutrie lo sono, ma non per vantarmi, io lo sono di più – sicuramente più del mio amico umano, Luca. Luca mi chiama Bob perché è convinto che io sia un gatto come quello che diventa amico di un drogato in un film che lui ama rivedere assieme a me, pratica che trovo certamente molto romantica, ma pure avvilente, perché per quanto Luca sia uno stupido, non riesco a capacitarmi di come non riesca a notare la diversità che passa tra un roditore e un felino, ma amen. Certo, se voi esseri umani siete tutti così svegli da notare un fiume di nutrie morte e invece che allertare le autorità – che comunque, lasciatemelo dire, sono talmente poco affidabili che potrei capire se non le contattaste intenzionalmente – gigioneggiarvi scrivendo un post su Instagram, e poco dopo condividerlo su Facebook  aggiungendo che tra le bestioline morte c'è una mano umana, allora mi rassegno. Mi chiedo solamente come abbiate potuto divenire la specie dominante, ma infinite sono le vie del Signore, che ovviamente, noi immaginiamo con le sembianze di un roditore cosmico e non di un occhio inscritto in un triangolo come fa la maggior parte di voi.
Insomma, mentre il lungo Naviglio si popolava di gente che andava a lavorare, e Luca diceva al tipo con i baffi da buffone una delle frasi intelligenti con cui riusciva sempre a trafiggere il mio povero cuore: “Eh, sì, sono tutte morte...” e il cane nero cominciava a interessarsi troppo alla mia carcassa viva dopo aver annusato un poco quelle defunte, finalmente una signora esclamò: “Ommioddio! Che spettacolo orrendo! Bisogna chiamare immediatamente i Vigili!”.
E la signora la mano non l'aveva nemmeno notata, perché non ne fece menzione mentre denunciava il fatto al cellulare. Le persone presero ad accalcarsi tutt'attorno, curiose e compiaciute che qualcosa avesse sconvolto la loro quotidianità. In me invece qualcosa si spezzò, rovesciando nel mio stomaco rabbia e indignazione. Come potevano essere morte, tutte quelle nutrie? E quella mano, che cos'era, che significava? Decisi che qualcuno doveva fare qualcosa, e quel qualcuno, per come la vedevo, potevo essere soltanto io. Luca non sa attraversare neanche la strada, senza di me. Il cane mi annusò e si mise a ringhiare: mi tuffai tra le mie simili, agguantai la mano e guizzai controcorrente, deciso a comprendere che cosa fosse successo.

***  
 
Questo è l'incipit scritto da Riccardo Besola, Andrea Ferrari e Francesco Gallone.
LA STRASTORIA IN GIALLO CONTINUA... ASPETTIAMO I VOSTRI SUGGERIMENTI SU COME PROSEGUIRE QUI E SU FACEBOOK.COM/STRASTORIE!

StraStorie – Interagisci con l'autore mentre scrive e contribuisci al processo creativo 
Gialla è la città Edition per BookCity Milano
17-18-19 novembre 2017
Un format di Valeria Ravera
Con Riccardo Besola, Andrea B. Ferrari e Francesco Gallone
In collaborazione con la Libreria Covo Della Ladra, Ladra di Libri
#presadiretta, illustrazione di Guendalina Ravazzoni
Musica di Alessandro Arbuzzi
Dal vivo allo Spazio Ligera, via Padova 133 Milano
e sul web: www.strastorie.it, facebook.com/strastorie


venerdì 10 novembre 2017

La Martesana in giallo

StraStorie – Gialla è la città Edition sarà ambientato a Milano. Tra tutti i luoghi della città, ne abbiamo scelto uno che ci è particolarmente caro: il naviglio della Martesana. Un pezzo di Milano sospeso tra passato e presente in cui la città di un tempo, con i suoi antichi borghi, e la metropoli di oggi si incontrano. Quale scenario migliore per un giallo? A lunedì 13, con la pubblicazione dell'incipit!

StraStorie – Gialla è la città Edition per BookCity Milano
17-18-19 novembre 2017
Un format di Valeria Ravera
Con Riccardo Besola, Andrea B. Ferrari e Francesco Gallone
In collaborazione con la Libreria Covo Della Ladra
Illustrazione di Guendalina Ravazzoni
Musica di Alessandro Arbuzzi
Dal vivo allo Spazio Ligera, via Padova 133 Milano
e sul web: www.strastorie.it, facebook.com/strastorie

lunedì 30 ottobre 2017

StraStorie – Gialla è la città Edition

StraStorie sta per tornare a BookCity Milano, e questa volta si tingerà di giallo… Stay tuned! 

StraStorie – Gialla è la città Edition BookCity Milano
17-18-19 novembre 2017
Un format di Valeria Ravera
Con Riccardo Besola, Andrea B. Ferrari e Francesco Gallone
In collaborazione con la Libreria Covo della Ladra di Libri
Illustrazione di Guendalina Ravazzoni


Dal vivo allo Spazio Ligera, via Padova 133 Milano
e sul web: www.strastorie.it, facebook.com/strastorie


#strastorie #giallo #giallaèlacittà #scrivere #ligera #guendalinaravazzoni #covodellaladra #BCM17

Guendalina Ravazzoni, "Gialla è la città"

giovedì 21 settembre 2017

Federica Fracassi legge "Bacchetti gioca?"

Nell'ultima edizione di StraStorie, "Bacchetti gioca? Vita vera e immaginaria di un calciatore fuori dalle regole" a Da vicino nessuno è normale, il racconto scritto da Gino Cervi con i suggerimenti dei lettori ha preso vita – e voce – grazie a un'interprete d'eccezione: Federica Fracassi

Eccovi la preziosa lettura integrale di Federica, registrata dal vivo in occasione dell'ultimo appuntamento di StraStorie il 28 giugno 2017. I quattro capitoli del racconto sono scanditi dalle illustrazioni realizzate appositamente per noi da Guendalina Ravazzoni.
Buon ascolto! 


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